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 13 Luglio 2020

La storia del Signor A è stata raccolta dalla cooperativa sociale Co.Ge.S, che tra il 2010 ed il 2011 ha partecipato alla realizzazione del progetto di ricerca-azione a carattere nazionale Pro.Ri.Ti.S. - Programma pilota per le procedure di Riconoscimento dei Titoli di Studio di titolari di protezione internazionale, cofinanziato dal Fondo Europeo per i Rifugiati, Programma Annuale 2009, e dal Ministero dell’Interno – Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione.

Profilo 5

Per il Signor C la priorità è “sistemarsi”.

Ancora ospite in un Centro di accoglienza, vuole al più presto trovare casa e lavoro per potersi ricongiungere con la propria famiglia, la moglie e due figli che erano piccoli, quando si sono visti l’ultima volta più di 3 anni fa.
Gli avevamo consigliato di procurarsi la Dichiarazione di Valore della sua Laurea di Primo Livello in Agraria – sarà questa la denominazione italiana di quello che a voce ci ha detto di aver studiato?
Così lui si era mosso in questo senso, attivando la propria rete nel Paese di origine, affinché qualcuno si recasse presso l’Ambasciata con il suo documento originale per richiedere la Dichiarazione di Valore. Un grave errore che non avremmo commesso se all’epoca avessimo saputo ciò che sappiamo ora: è molto più veloce, sicuro ed economico far spedire solo il titolo in originale, e poi richiedere la Dichiarazione di Valore tramite gli uffici del Ministero degli Affari Esteri. Purtroppo così ci siamo incagliati in spese eccessive e tempistiche poco prevedibili. Ci vogliono quasi due mesi prima che i documenti siano pronti. Ci spiega che la persona incaricata di seguire la pratica nel Paese di origine non abita vicino alla città dove risiede l’Ambasciata. E ciò allunga i tempi – e i costi?
La semplice spedizione dei documenti presentati in loco tramite l’Ambasciata è una via che non può essere percorsa – avremmo dovuto farci spedire l’originale e poi richiedere la Dichiarazione di Valore tramite il MAE.
Il momento cruciale si avvicina. Allo stato attuale del percorso, il Signor C ha alle spalle una spesa di circa 300 euro, e sta per ricevere gli ambiti documenti. E’ ora quindi di domandarsi: “e poi?”.

Ci chiede se l’ipotesi di continuare a studiare sia realistica o meno. Una domanda alla quale non possiamo rispondere: i costi dell’iscrizione universitaria sono imprevedibili, chiedendo in questo periodo l’equipollenza, dovremmo sapere entro settembre quanti crediti formativi vengono decurtati dal programma di studio, o se può iscriversi direttamente ad una laurea magistrale. Il Master nel caso del Signor C è fuori discussione, a causa dei costi. Il riconoscimento del titolo gli serve per trovare un lavoro che gli serve per mantenere la sua famiglia ora che sta per chiedere il ricongiungimento, non può diventare una spesa troppo onerosa.

Il Signor C nel frattempo sta cercando una casa adatta ad ospitare 4 persone, dovrà reperire tutte le informazioni che riguardano la scuola, per i suoi figli. Durante l’ultimo colloquio confessa di riflettere, ultimamente, sull’opportunità di seguire un corso serale presso un Istituto Tecnico.
Un Diploma, insomma, mi spiega con sguardo interrogativo.

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